
Ci metto la faccia: raccontiamo 4W4I attraverso i volti delle persone
La campagna di comunicazione di 4Weeks4Inclusion quest’anno ha al centro il tema del corpo: il corpo come protagonista, troppo spesso visto come campo di battaglia oppure ostacolo all’inclusione, è la colonna portante della comunicazione che abbiamo messo in campo.
Ci Metto la Faccia è la rubrica che abbiamo attivato tra agosto e settembre per promuovere e lanciare la quarta edizione della maratona 4W4I, la prima di tante azioni che hanno raccontato la maratona sui social network.
Il cuore dell’idea è semplice ed essenziale: a 4Weeks4Inclusion partecipano le aziende e lo fanno attraverso le loro persone. Persone che sono il motore del lavoro, vivono e affrontano le sfide quotidiane, determinano il clima e le azioni di inclusione che abbiamo raccontato in questa edizione, sono il motivo per cui ogni anno torniamo a organizzare insieme a tutte e tutti voi questi giorni di dibattiti, confronti e crescita personale e professionale.
Per questo la promozione dell’edizione di quest’anno, che nasce sotto il cappello narrativo “Anatomia dell’Inclusione”, doveva partire proprio da qui, dal volto: il biglietto da visita con cui ci presentiamo al mondo, la prima parte di noi che gli altri vedono, con cui interagiscono, da cui interpretano i nostri pensieri e le nostre parole.
“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, diceva qualcuno. Allora abbiamo lanciato una sfida e offerto l’occasione a tutte e tutti di metterci la faccia. Diventare, così, i primi testimonial di una campagna lunga diverse settimane, ambasciatrici e ambasciatori di un messaggio: io ci sono, io partecipo, io ci metto la faccia.
Una campagna che ci ha dato enorme gioia e soddisfazione, e che ha visto una partecipazione strepitosa: più di 80 partecipanti, centinaia di interazioni e di visualizzazioni dei post pubblicati, un grande biglietto da visita della maratona.
Nelle fasi di planning del lavoro, mentre ragionavamo su questa idea, l’abbiamo immaginata come un pezzo della fase di “teasing”, come se fosse un’anticipazione di ciò che sarebbe stata la maratona vera e propria. La grande partecipazione e il caldo entusiasmo con cui tutte e tutti voi avete partecipato a questo gioco, a questa staffetta virtuale, ci ha fatto capire una cosa: